Come molti di voi sapranno, tendo a dividere i corsi in due categorie: corsi basati sulle informazioni e quelli basati sulle performance. Quando incontro un cliente stabilisco velocemente che tipo di corso vogliono costruire così da far incontrare gli obiettivi aziendali ed il controllo dei costi di sviluppo.

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I corsi basati sulle informazioni sono comuni e molte persone si lamentano del fatto che siano solo “clicca e leggi”. Tuttavia sono dei corsi validi e utili. Di seguito alcuni esempi.

  • Consapevolezza. Qualche volta, l’unico obiettivo è creare una campagna per la consapevolezza per condividere informazioni. Per esempio, l’azienda vuole che le persone siano informate su un nuovo programma sulla salute: il corso sarà come una campagna di marketing interattivo ma l’azienda continuerà a chiamarlo “corso elearning”.
  • Misto. Spesso le informazioni nei corsi elearning sono accoppiate con soluzioni d’apprendimento miste dove si inseriscono interazioni dalla vita reale. In questo caso, il corso è come un libro di testo multimediale.
  • Conformità. Ammettiamolo, ci sono moltissimi corsi che hanno come unico scopo quello di eseguire le valutazioni di fine anno. Ovviamente, questo tipo di corsi ha poco a che vedere con la formazione.

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I corsi basati sulla performance si focalizzano sul raggiungimento di obiettivi specifici attraverso la performance e cambiamento del comportamento.

Generalmente esistono due tipi di corsi basati sulla performance:

  • Procedurali: insegnano specifiche procedure passo passo.
  • Basati sui principi: che riportano meno indicazioni e più principi guida.

Nonostante le critiche, i corsi basati sulle informazioni hanno la loro importanza. Idealmente, costruiamo corsi che istigano il cambiamento nelle performance o nei comportamenti e, focalizzandosi su specifici obiettivi, si può anche ottenere un metro valutabile per dimostrare il successo. Tuttavia, quando consulto il cliente, cerco di ottenere più dati possibili sui problemi di performance, così da non spingere le informazioni. Se non riusciamo a trovare problemi di performance si pongono due possibilità: non costruire il corso o costruirne uno più semplice e che non costi troppo in termini di tempo e denaro.

Scenari interattivi: corsi procedurali
I corsi procedurali contengono indicazioni sul “come fare”. Generalmente vanno incontro a flussi o processi definiti. Questi corsi contengono meno decisioni sfumate e più direttive su procedure appropriate per raggiungere specifici obiettivi. Spesso sono la fonte di molti corsi “clicca e leggi”.

Mentre è facile produrre un corso basato sulle informazioni dove l’allievo impara la giusta sequenza e la testa su se stesso (come i tipici corsi lineari), un corso basato su scenario con interazioni aggiunge contesti dal mondo reale.

Per esempio, nel mondo reale anche se il processo è chiaramente definito, ci sono altre considerazioni come durata dei passaggi e mantenimento dell’accuratezza. Il tipo di contesto rende lo scenario interattivo funzionante anche se la procedura è relativamente semplice.

Pensa al video classico “I Love Lucy chocolate factory”. È facile costruire un video basato sulle informazioni su come incartare i cioccolatini. Tuttavia, questi corsi mancano della pressione che il mondo reale applica. Questa pressione è facile da simulare negli scenari interattivi. Così puoi insegnare e valutare la loro comprensione delle procedure e applicarla agli scenari dei contesti del mondo reali.

Scenari interattivi: corsi basati sui principi
I corsi basati sui principi sono differenti, perché tendono prevedono meno indicazioni su passaggi specifici e sviluppare di più le varie sfumature dell’ambiente di lavoro. Questi corsi prevedono che gli allievi raccolgano informazioni e che le valutino prendendo alla fine appropriate decisioni.

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Per esempio, un nuovo manager che debba aver a che fare con vari problemi dei suoi impiegati. Ogni impiegato avrà delle necessità uniche. L’organizzazione insegna i principi guida che possono aiutare il manager a prendere buone decisioni. Così invece di mettere in pratica determinati passaggi, il manager raccoglierà le informazioni, le analizzerà e prenderà le decisioni.

In questo caso, uno scenario decisionale funziona molto bene perchè permette di insegnare agli allievi a valutare le informazione e prendere buone decisioni allineate alle necessità dell’azienda. Poiché le decisioni sono sfumate, qualche volta gli allievi possono prendere decisioni sbagliate che possono produrre conseguenze negative e raramente anche buone, come nella vita reale.

Nella vita reale, una cattiva decisione può avere un impatto serio sull’azienda, ed è per questo che uno scenario interattivo diventa utile. Questi corsi aiutano ad esercitare il processo decisionale richiesto nelle situazioni reali che producono grandi opportunità di feedback. Quando l’allievo prende una buona decisione, guadagna confidenza e può dimostrare all’azienda il suo livello di comprensione invece, se ne prende una cattiva, può ricevere un feedback che lo aiuterà a migliorare nel mondo reale. Il tutto è svolto in un ambiente sicuro e non intimidatorio.

L’elearning è molto di più di facili corsi “clicca e leggi”. Focalizzati sulla performance richiesta e dopo confeziona una esperienza di apprendimento che imita le attività del mondo reale. Anche se costruisci corsi semplici, aggiungi decisioni interattive e pressione del mondo reale per creare un’esperienza di formazione più significativa e di impatto.

 

Traduzione autorizzata tratta dal post originale di Tom Kuhlmann sul “Rapid E-Learning Blog”.

Il post originale è disponibile qui.

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