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Ecco il modo migliore per realizzare il peggior corso E-learning 1
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Ecco il modo migliore per realizzare il peggior corso E-learning 1

Every day, our brains are bombarded by a barrage of notifications and an onslaught of information and new content to explore and learn Yet we're also subjected to a myriad of variables that distract us.

 

Key data on the use of mobile devices, the internet and social media provide some food for thought: having access to such vast amounts of different tools and information can lead to a strong feeling of cognitive disorientation.

 

There’s a reason for all of this.

What we call the attention curve is the short frame of time when our minds are physiologically able to concentrate on a certain topic and so are primed and ready for successful learning.

Attention sky rockets and peaks in about 7 minutes, and then begins to decrease.

 

Various cognitive psychology theories agree on one thing: if the cognitive load (i.e. the amount of information that our memory has to process within a certain period of time) is too high, it may use up the cognitive resources required to learn and become gridlocked.

 

In light of these studies and theories, this easybook provides some tips to help you learn in the best way possible, stress-free and enthusiastically.

 

With this book you’ll learn:
 

•    The inbuilt mechanisms of your brain that influence learning

•    How to manage cognitive load using two key tools: content segmentation and pacing

•    The 7Minutes solution, the cornerstones when it comes to accessible, micro and mobile online training.

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Clubhouse: una nuova forma di Digital Learning?

2021-02-04 07:21

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Clubhouse: una nuova forma di Digital Learning?

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Clubhouse è il nuovo Social Network che da circa una settimana ha invaso le bacheche di... Facebook, Instagram e LinkedIn. La sua formula che fonde podcast, conversazioni e profili, attinge a piene mani anche dalla gamification, da cui trae la maggiore forza espansiva e comunicativa grazie al principio di scarsità: a differenza degli altri social infatti, su Clubhouse si può entrare soltanto se invitati da altri utenti già attivi. Come in un club, per l’appunto. Inoltre, gli utenti non hanno inviti illimitati, ma soltanto due. Soltanto usando la piattaforma in modo costante, il sistema elargirà, centellinandoli, altri inviti aggiuntivi.



Una volta entrati ci troveremo a poter scegliere di creare una Room o di entrare in una delle stanze esistenti in cui si sta tenendo un dibattito su un argomento preciso e scelto da chi ha aperto la Room stessa. Chi crea la room ne è anche moderatore e admin, e può donare parola a chi ne chiede diritto. Gli altri utenti, rimangono connessi come uditori. Si, perché l’altra caratteristica di Clubhouse è che non ci sono foto, video o post da commentare. A dettare ritmi e contenuti è soltanto l’audio. Si crea quindi una sorta di audioconferenza, di conversazione multipla a metà strada tra Zoom, un vocale di whatsapp e Facebook.


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Ecco quindi alcuni dei principi che stanno sancendo il successo di Clubhouse:


  • Principio di scarsità: non tutti possono entrare in Clubhouse
  • Principio di novità: niente foto, video, post
  • Principio di diversificazione: l’interfaccia utente è diversa da quella cui siamo abituati e non prevede un feed. Clubhouse infatti, è sincrono, e se perdi una room, non ne puoi recuperare i contenuti
  • Principio della qualità: la maggior parte delle stanze sono frequentate e/o create da veri esperti di settore. L’auto moderazione garantisce un alto livello di competenze
  • Principio della comunicazione: chi ha accesso a Clubhouse si “vanta” di esserci, facendo di fatto pubblicità gratuita e scatenando la curiosità e le richieste di invito da parte di chi non ha ancora un accesso. In questo modo, cresce anche l’hype intorno al Social.

Cosa possiamo imparare, noi creatori di corsi elearning, dal modo in cui è stato creato Clubhouse, che ha appena decuplicato la sua stima di valore rispetto alla fine del 2020, arrivando a raggiungere la stratosferica valutazione di 1 miliardo di dollari? Proviamo a convertire i 5 punti appena descritti:


  1. Il nostro mestiere è una cosa rara e preziosa. Come diciamo quando ne abbiamo occasione, siamo degli eletti, perché abbiamo l’opportunità di far crescere altri esseri umani, e siamo pionieri, perché abbiamo - per la prima volta nella storia dell’umanità - l’occasione di farlo usando nuovi strumenti dopo centinaia o addirittura migliaia di anni. Tra 100 anni e più si parlerà di noi, si parlerà di coloro che hanno cambiato le cose, di quel gruppo di esseri umani che hanno usato il digitale per trasformare l’educazione. Beh, può esserci una cosa più bella e stimolante di questa?
  2. Agli esseri umani piace cambiare. No, non come alle scale di Harry Potter, ma l’esperienza di Instagram dopo Facebook e di Whatsapp dopo gli SMS ne sono un esempio. L’elemento di novità portato da Clubhouse dimostra che quando troviamo una novità che ci attrae, siamo disposti a rinunciare a quello che già conosciamo. Molti utenti, almeno in questa fase iniziale, hanno abbandonato i “vecchi” social, per spostarsi su Clubhouse. Le statistiche dicono anche che il tempo trascorso dentro l’audiosocial del momento, sono notevolmente superiori rispetto a quelle che si riferiscono al tempo passato su un social basato su feed.
  3. Dobbiamo imparare a non dare niente per scontato. Dopo 10 anni di Social basati su feed, foto, video, profili da spulciare e commenti, tutto ad un tratto arriva sul mercato uno strumento che rompe TUTTI questi schemi in un colpo solo. Oggi siamo abituati alle slide, allo scrollo, all’interattività punta e clicca. Ma deve essere per forza così? Cosa succederà quando arriverà un elemento di rottura?
  4. Moltissime persone si sono spostate su Clubhouse per un motivo diverso dal format. Si tratta della qualità. Nella nottata di ieri Elon Musk ha annunciato su Twitter di essere in procinto di entrare su Clubhouse per parlare di Marte e Neuralink. Nell’arco di pochi secondi la sua Room si è popolata di 5000 persone, ne ha lasciate decine di migliaia fuori e ha mandato in tilt il sistema. Ma la cosa importante è che all’interno di Clubhouse chiunque può potenzialmente parlare al telefono con Elon Musk! Molti grandi influencer, personaggi e guru di ogni settore hanno aperto Room o sono entrati in Room esistenti, abbattendo la barriera dell’irraggiungibilità. Allo stesso modo, un corso pensato senza grande qualità non riuscirà quasi certamente a fare breccia nel cuore e nella mente dei destinatari del training. I contenuti devono essere sempre pensati per aiutare le persone a risolvere problemi, non diventare uno dei problemi da risolvere.
  5. Se un nostro utente è contento, lo dirà agli altri. Creare corsi online di qualità genera passaparola e, come diciamo sempre, gli studenti sono i nostri veri clienti. Se loro sono felici, avremo altre opportunità per creare altri corsi di formazione che migliorano competenze o performance. Come su Clubhouse quindi, poter frequentare un corso online ben fatto, potrebbe essere talmente figo da diventare qualcosa di cui fare sfoggio con colleghi e amici, facendo leva sulla nostra passione per tutto ciò che crea valore.

A prescindere dal fatto che Clubhouse possa essere una rivoluzione duratura o un fuoco di paglia, la cosa interessante da osservare è il modo in cui ha guidato il comportamento di una vasta massa di persone in pochissimo tempo, unendo a questo il fatto che a dettare il cambiamento è un sistema che nasce per generare apprendimento. Su Clubhouse infatti, non si parla di gattini (anche se piacciono a tutti, lo so!) e non si leggono notizie. Su Clubhouse si va se si vuole trasmettere un contenuto, se si vuole crescere ascoltando chi lo condivide o se si vuole partecipare in tempo reale al dibattito.



Ci sentiamo su Clubhouse!


 



Gabriele Dovis



CEO di Mosicoelearning


 


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