Avete mai sentito parlare della paralisi da analisi? È quel fenomeno che si verifica quando dedichiamo molto tempo a raccogliere dei dati, successivamente ci preoccupiamo così tanto di come interpretarli (o di come costruire il corso giusto) per cui rimaniamo paralizzati senza fare più nulla.

Mi sono imbattuto anche io, alcune volte, in questo problema mentre lavoravo su alcuni progetti elearning, e vi posso garantire che è una esperienza frustrante sia per i clienti sia per il team di sviluppo.

Oggi parleremo come superare la paralisi, effettuare un’analisi delle informazioni in nostro possesso, e produrre il nostro corso elearning alla velocità del nostro business.

Concentrati sui contenuti pertinenti

La formazione elearning esiste per uno scopo, essa è una soluzione per qualcosa, di una necessità della tua azienda o del tuo cliente. Tieni sempre a mente gli obiettivi del tuo corso elearning, e costruisci della formazione pertinente ai bisogni reali. Per questo è necessario lasciare la tua scrivania e incontrare i potenziali studenti. Parla con loro e scopri come userebbero i contenuti del tuo corso, poi costruisci il tuo corso tenendo a mente quegli scenari attinenti alla loro realtà.

Crea un team pilota

Se non riesci ad allontanarti dalla tua postazione di lavoro per conoscere gli studenti, crea un team pilota da un campione del tuo pubblico. Le loro idee ti aiuteranno a vedere i contenuti da diverse prospettive.

Se non riesci a creare un team pilota, puoi almeno inviare un sondaggio per raccogliere informazioni e feedback. Ci sono molti tipi di strumenti per fare sondaggi gratuiti ed economici, io per esempio uso Google Forms e SurveyMonkey.

Costruire corsi Proof of Concept

Citando Wikipedia:

“Con la locuzione inglese Proof of Concept, in acronimo PoC (alla lettera, “prova di concetto”, traducibile in italiano con “prova di fattibilità”, o “dimostrazione di fattibilità”), si intende una realizzazione incompleta o abbozzata (sinopsi) di un determinato progetto o metodo, allo scopo di provarne la fattibilità o dimostrare la fondatezza di alcuni principi o concetti costituenti. Un esempio tipico è quello di un prototipo.”

Infatti, la cosa bella degli strumenti di authoring di oggi come Storyline e Rise è che puoi prototipare rapidamente i tuoi corsi e costruire esperienze di apprendimento interattive. Quindi preparali per farli testare e ottenere feedback. Puoi inviarli agli esperti in materia e al tuo gruppo di studenti. In questa fase, le cose che non sono state inserite nell’analisi iniziale, vengono proposte quando vengono poi saranno utilizzate nella vita reale.

Io uso moltissimo Review per pubblicare i corsi e ricevere feedback. È molto utile perché posso gestire tutti i feedback da un unico strumento.

Chi ha bisogno di un’analisi dei bisogni?

Quello che sto per dire può risultare sacrilego per alcuni di voi, ma certe volte è un bene saltare l’analisi. Tra l’intuizione del cliente, il tuo istinto e la tua esperienza, le probabilità che tutto vada liscio senza investire troppo tempo a fare un’analisi dettagliata delle esigenze, sono alte.

Faccio questa considerazione perché so che la maggior parte di noi non sviluppa progetti elearning eccessivamente complicati.

Invece, se lavori per la NASA o lavori in un settore in cui la formazione ha conseguenze sulla vita o sulla morte, assicurati di fare un’analisi adeguata in modo da raggiungere gli obiettivi giusti. Ma la realtà è che la maggior parte delle esigenze di formazione esistono perché il cliente le ha già identificate. In questi casi, un’analisi dei bisogni è probabilmente meno necessaria.

Sono curioso, che tipo di analisi dei bisogni fai quando ti viene chiesto di costruire un corso? Ci sono state volte in cui non l’hai eseguita?

 

 

Traduzione autorizzata tratta dal post originale di Tom Kuhlmann sul “Rapid E-Learning Blog”.

Il post originale è disponibile qui.

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