Creare scenari E-learning interattivi



Gli scenari sono ottimi per simulare le scelte che uno studente dovrà poi operare sul posto di lavoro. Non è sempre facile creare degli scenari se non sei un esperto sui contenuti. La ragione principale è che gli scenari basati sul decision-making (prendere una decisione) dipendono da una profonda conoscenza della materia.

Il percorso critico
La maggior parte dei corsi e-learning hanno un percorso critico. Essenzialmente si tratta del percorso giusto. Con un corso lineare è facile stare nel percorso critico, perché tutto quello che lo studente deve fare è muoversi da una schermata all’altra.

Il branching ti da la possibilità di portare lo studente fuori dal percorso critico, nel momento stesso in cui prende una decisione. Il che aggiunge complessità all’esperienza di apprendimento. Di solito capita quindi di creare diversi percorsi. E capita che ci siano più percorsi giusti, e che si possano navigare liberamente. Delle volte il percorso invece finisce con l’errore e forza lo studente a ripartire o a passare da qualche tipo di feedback.

Questo è bene se tu hai il tempo e le risorse per costruire delle situazioni interattive. Ma se non ce l’hai?

Stai sul percorso critico
Un modo semplice per creare uno scenario interattivo basato sul decision-making è di riportare forzatamente lo studente sul percorso critico. Immaginatelo come un percorso stradale. Devi guidare da New York a Washington DC, e hai un tempo limitato, perché devi prendere un aereo. La prima cosa che devi fare è mappare il percorso che ti darà la possibilità di portare a termine la “missione” con successo. Ecco che hai delineato il percorso critico.

Immagina di vedere un cartellone pubblicitario mentre sei alla guida, che pubblicizza un qualche evento cui vorresti partecipare. Pensi.. L’aereo può aspettare, e fai una deviazione. Sbagliato! Adesso sei fuori dal percorso critico e stai perdendo tempo prezioso. Mentre si fuori, ricevi una telefonata che ti ricorda dei tuoi impegni e torni sul percorso critico.

Percorso critico singolo
Usare un percorso critico singolo è un modo semplice per costruire uno scenario interattivo. Il modello “3C” è ottimo da usare. Ma dopo ogni decisione, invece di continuare su un percorso separato, che è più difficile da gestire, riporta sempre al percorso critico.

Questo aiuta a mantenere la costruzione dello scenario facile e gestibile. Ma questo non significa necessariamente che lo scenario stesso, deve essere semplice. Per esempio puoi alterare il flusso interattivo, anche se alla fine vieni sempre riportato sul percorso critico.

Percorso critico multiplo

L’obiettivo è di navigare lo scenario tornando sempre al percorso critico. Il che però non significa che devi riportare lo studente immediatamente al percorso originale dopo la prima deviazione. Puoi dargli la possibilità di navigare alcuni livelli separati. Anche se alla fine devi prevedere che sia riportato sul percorso critico.

Feedback
La chiave per riportarli sul percorso critico è rilasciare dei feedback che riconciliano le decisioni prese. Se vuoi rendere le cose semplici, lascia che lo studente prenda una decisione. Se è sbagliata, rilascia un feedback e riportalo in pista.

Quando siamo nella vita reale però, non sempre riceviamo dei feedback immediati. Ecco perché un’altra soluzione può essere quella di lasciarlo proseguire un po’, per poi dare un feedback più approfondito. Ritardare il feedback consente allo studente di riflettere sulle conseguenze delle sue scelte.

Non c’è comunque un modo sempre giusto o sbagliato per costruire uno scenario interattivo. Dipende dai contenuti e dal contesto. Di certo poi, le risorse a tua disposizione sono una discriminante. Se hai tempo e risorse, uno scenario complesso può essere un ottimo modo per creare una esperienza di apprendimento efficace ed interattiva.

Comunque, se hai poco tempo ed accesso limitato agli SME (esperti in materia), uno scenario semplificato che riporta sempre al percorso critico è un ottimo modo di procedere.

 

Traduzione autorizzata tratta dal post originale di Tom Kuhlmann sul “Rapid E-Learning Blog”.
Il post originale è disponibile
qui

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