Emanuele Pucci
Founder e CEO di Teleskill

L’innovazione digitale tocca e trasforma tutti i settori della società; dalla formazione, al marketing, dal customer care alla telemedicina. Il webinar procede di pari passo, conquistando sempre nuove fasce di pubblico.

Una recente ricerca effettuata da Workmonitor (gruppo Randstad) indaga le preferenze di studio e specializzazione degli italiani se potessero scegliere “con il senno di poi”. Se oggi potesse tornare indietro, il 75% degli intervistati  si concentrerebbe su un percorso di studi in ambito digitale.

Una percentuale molto alta, sei punti superiore alla media globale, che esprime il grande interesse per l’innovazione digitale e gli effetti che questa può avere nella vita personale e professionale di ogni individuo.

Sono proprio attitudini come queste espresse dal campione di intervistati che spingono Teleskill a innovare e trasformare uno strumento come il webinar perché sappiamo che può offrire risposte certe alle domande più diverse e che provengono da contesti differenti.

Una ulteriore premessa a quanto esporrò nell’articolo non mi arriva da dati di mercato, ma da un’esperienza diretta; sono alla guida di Teleskill da moltissimi anni e dal 2007 abbiamo proposto il nostro software di webinar. In questi 13 anni abbiamo seguito, organizzato, offerto consulenza al corretto utilizzo, gestendo noi come conference manager, diversi milioni di webinar in contesti diversi e con obiettivi diversi per i nostri clienti. So quindi con molta precisione quanto possa essere potente, interattivo, coinvolgente e quanto possa essere utile a raggiungere, quasi magicamente, gli obiettivi aziendali.

Com’è possibile questa magia?

Figura 1. Immagine tratta dal keynote di Emanuele Pucci presentato a LEARNING360, edizione 2019

Innanzitutto grazie alle sue potenzialità. Un webinar è ricco di interattività, coinvolgimento, favorisce la centralità dell’utente e la creazione di comunità. Ma anche incredibilmente performante, perché un contenuto trasferito tramite webinar è pronto da subito e combatte l’obsolescenza dei contenuti.

È chiaro che questa magia va “aiutata”, in molti modi. Come dico spesso, la tecnologia deve stare dietro, quasi invisibile, mentre ciò che conta sono i contenuti umani e di relazione che uno strumento digitale realizza.

Un webinar perfetto è come un convegno perfetto. Si tratta di un evento in cui sono stati previsti ed eliminati gli errori dovuti a mancata organizzazione della logistica e dei contenuti, errori di comunicazione, assenza di momenti in cui permetto ai partecipanti di interagire, assenza di coordinamento e di assistenza, esposizione di contenuti noiosi o poca “empatia” del relatore con il pubblico.

Ma soprattutto un webinar riuscito è quello che riesce, focalizzandosi sugli obiettivi a monte, a centrare il format dell’evento. Sembra evidente, ma non lo è per tutti che un webinar per la formazione ha un format differente da uno destinato al marketing e alla vendita e ancora differente da un terzo dedicato al coaching, al counseling o all’assistenza post vendita. Sono tutti contesti differenti che richiedono “ambienti (o format)” differenti.

Proprio come in un convegno “dal vivo” anche gli aspetti tecnici del webinar vanno curati. Mi riferisco a luci, microfono, scaletta dei relatori e altri accorgimenti che potrete trovare in un mio articolo di qualche tempo fa.

La maggior parte dei webinar viene utilizzata per la formazione. Infatti, il webinar è fantastico se utilizzato come ambiente di apprendimento. Ma lo è ancor di più se ha funzionalità specifiche per la formazione che consentano di replicare telematicamente gli elementi di un corso di formazione in aula.

Ne elenco solo alcune come la possibilità di condividere questionari multipli in diretta con accesso immediato ai risultati per un commento live da parte del docente, oppure l’integrazione bidirezionale con la piattaforma e-learning per tracciare ogni genere di informazione, compreso il tempo netto di partecipazione. O ancora la registrazione del webinar o ancora la comunicazione diretta col docente tramite la funzione alzata di mano o permettere all’utente di mostrare “sono d’accordo” / “non sono d’accordo” che simula il sì con la testa che un docente osserva durante la sua lezione residenziale.

Ma il potere del webinar lo rende capace di adattarsi a più contesti, svincolandosi, dal suo ambito primario della formazione. Prendiamo ad esempio il webinar per il marketing e la vendita. In questo contesto il webinar permette presentazioni di prodotti o servizi anche in mobilità. Consente quindi di tracciare ogni genere di comportamento degli utenti in diretta, attraverso un webinar in cui si presenta un prodotto/servizio, rendendo possibile, capire i gusti e le preferenze su un prodotto o su una sua caratteristica e funzionalità, agevolando quindi il servizio di vendita o, ancora un’altra ipotesi, coinvolgendo il pubblico anche in funzioni di cocreazione del prodotto.

Un ulteriore elemento in cui il webinar offre risposte concrete è quello relativo alla domanda di formazione certificata, richiesta sempre più frequente in molti settori. In questo ambito il settore Ricerca&Sviluppo di Teleskill può arricchire il webinar di caratteristiche molto interessanti. Il sistema di monitoring, ad esempio, consente in tempo reale, al docente, di avere il polso della classe in diretta e capire il grado di interesse e coinvolgimento su uno specifico argomento, anche  utilizzando algoritmi di machine learning.

Figura 2. Sintesi grafica del metodo di formazione certificata, attraverso il webinar, creato da Teleskill

Il riconoscimento biometrico facciale tramite il software proprietario Teleskill LP-Bio, è un tool che permette di ottenere la certezza dell’identità del discente prima e durante il webinar oppure prima e durante la somministrazione di quiz o esami. Infine, il sistema di test e questionari, il riconoscimento biometrico, la funzione monitoring si integrano per offrire una formazione certificata. Un progetto di Teleskill permette, come mostrato nell’immagine precedente, utilizzando il webinar, di identificare univocamente un utente, uno dei problemi più grandi del mondo e-learning, tracciare presenza e questionari live e poi notarizzare gli esiti della formazione (e a chi stata erogata) in Blockchain.

Emanuele Pucci
Founder e CEO di Teleskill

 

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