Gabriele Dovis
CEO di Mosaicoelearning

Se acquisti:

  • qual è la tua politica di acquisizione dei file sorgenti?

Se sviluppi:

  • qual è la tua politica di gestione e archiviazione dei file sorgenti?

Se acquisti (parte due):

  • lo sapevi che puoi anche gestire e intervenire sui file sorgenti?

Partiamo da una considerazione: cos’è e cosa non è un file sorgente?

Il file sorgente è il file di produzione generato dal software con il quale si crea il corso online. Come sicuramente sai, in Mosaicoelearning (e non solo) utilizziamo Articulate 360, il programma più usato al Mondo per la creazione di corsi elearning. Se all’interno della suite Articulate 360 utilizziamo Articulate Storyline 360 per esempio, il file sorgente sarà quello con estensione .story. generato automaticamente all’avvio di un nuovo progetto.

Potremmo definire il sorgente anche come il sistema di aggregazione di altri sorgenti secondari. Ad esempio, per creare i file audio si userà un software dedicato (es. Apple Logic Pro), così come per i video (es. Adobe Premiere), e ancora per la grafica (es. Adobe Illustrator). Ognuno dei file di output (cioè esportati in versione definitiva) da ciascuno di questi software sarà poi importato dentro Articulate Storyline, contribuendo alla creazione del sorgente Master, quel .story di cui parlavamo prima, e che viene comunemente indicato come “il sorgente”.

Se ora abbiamo chiaro cosa è il file sorgente, possiamo anche dire cosa non è!

Spendiamo due parole su questo tema perché ogni tanto capita che ci sia un po’ di confusione intorno. Per esempio, il file sorgente non è lo Storyboard (che è invece il documento di progettazione) e nemmeno l’insieme delle immagini o di altri elementi multimediali (suoni, interazioni o video) che potrebbero essere stati acquistati da librerie stock (i diritti solitamente sono del fornitore, che sottoscrive un abbonamento con librerie online come Shutterstock, e non possono essere ceduti).

Acquisti? Come acquisire e gestire i sorgenti

Il settore della formazione online è ad oggi abbastanza diviso su questo tema. La maggior parte dei fornitori sul mercato vende i sorgenti a parte dall’acquisto dell’output (il corso elearning in quanto tale), e questo avviene generalmente ad un costo piuttosto elevato (le cifre possono oscillare tra il 35% ed il 100% rispetto al costo dell’output).

Tuttavia, ormai sappiamo che il trend più gettonato è quello di portare all’interno della propria azienda le competenze relative alle modifiche, all’uso ed al riuso dei file sorgenti. Ti stai chiedendo perché? Ecco la risposta.I corsi cambiano, così come le necessità formative e le domande che prevedono una o più richieste di modifica sono sempre più frequenti, con il rischio di diventare una voce di spesa persino più alta della creazione del file sorgente stesso, quindi del corso.

Per ovviare a questo rischio e problema, la soluzione è semplice: acquisendo anche soltanto una licenza del software usato per creare il corso (e magari aggiungendo una o due giornate di formazione di base), è possibile gestire in totale autonomia le modifiche, risparmiando molto tempo e tanti soldi.

Si ricorre quindi al fornitore per la creazione del corso, soprattutto quando si vuol spingere sull’acceleratore della qualità, ma si rimane autonomi per tutte le fasi successive.

Una volta in possesso del sorgente, come lo si gestisce? Ecco sotto qualche utile suggerimento!

Sviluppi? Come gestire e archiviare i sorgenti

Il settore tecnologico, cui come sai siamo strettamente interconnessi, è in costante evoluzione. Da un lato questo fattore rappresenta una opportunità, dato che i software che usiamo crescono e si rinnovano. Dall’altro, questi continui cambiamenti portano con sé un po’ di instabilità, che nel Mondo informatico si traduce in bug. Sappiamo quanto i bug possano essere fastidiosi, ma soprattutto scomodi, dato che nel peggiore dei casi possono portare anche alla corruzione del file sorgente, causando la perdita di tutto il lavoro svolto. Per questo motivo, effettuare quotidianamente una copia di backup del tuo lavoro sotto un altro nome del file può ridurre drasticamente gli impatti negativi generati dai bug.

Ma dove effettuare queste copie? Sul disco del computer?

Sì se vuoi, ma meglio di no. O comunque non soltanto.

Usa dei NAS collegati alla rete, effettuando backup automatici e sincronizzati con le modifiche che vai apportando al tuo sorgente. Il NAS è un sistema che contiene un numero più o meno elevato di dischi capace di condividere tutti i contenuti presenti con la rete domestica (o aziendale, ndr). Può servire ad esempio per condividere documenti importanti fra smartphone, computer e portatili, oppure i file multimediali con una Smart TV o con il tablet (fonte: Salvatore Aranzulla – per approfondimenti clicca qui).

Alternativamente puoi anche eseguire dei backup in Cloud, prendendoti cura dei dati e mantenendoli al sicuro anche da eventuali danneggiamenti dei supporti sui quali hai salvato le copie di sicurezza dei file: avrai la possibilità di recuperare i tuoi file sempre e dovunque, anche sui dispositivi mobili e nelle situazioni che sembrano più disperate (fonte: Salvatore Aranzulla – per approfondimenti: clicca qui).

E tu, che uso fai dei tuoi sorgenti?

Gabriele Dovis
CEO di Mosaicoelearning

 

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