mosaicoelearning intervista Jane Bozarth

Cari amici di mosaicoelearning,
in esclusiva per voi oggi intervistiamo Jane Bozarth, autrice di libri di successo nel campo della formazione online e dei social media, coordinatrice della formazione per lo stato americano del North Carolina e scrittice abituale per autorevoli magazine di settore.


Parlaci di te

Ciao Jane,
prima di tutto, grazie per aver aggiunto la tua voce alla collezione di interviste di mosaicoelearning. Appreziamo molto il tuo lavoro e quello che stai facendo per i professionisti dell’e-learning, e siamo sicuri che saremo amici a lungo!!

Chi è Jane Bozarth? Puoi dirci qualcosa di te e della tua carriera?
Ho lavorato per il governo dello stato del North Carolina, USA, per tutta la mia carriera. Per anni sono stata una formatrice in aula ma dopo essermi diplomata ho avuto la mia prima esperienza con il training online. All’epoca si trattava di pagine di testo da scrollare, ma nonostante ciò, potevo già intravedere il potenziale per risolvere i problemi che avevo da anni: gli studenti dislocati in varie sedi, persone come guardie carcerarie o infermieri, che avevano grossi problemi ad abbandonare il posto di lavoro per la formazione in aula. Così mi sono appassionata dell’arte di apprendere tramite l’elearning.

Dal momento che lavoro per il governo, so che ho a che fare con un budget limitato, quindi la mia specialità è quella di trovare soluzioni low cost. Un cambiamento sostanziale c’è stato con l’avvento dei social media, che hanno permesso la condivisione dell’apprendimento e la collaborazione in modo accessibile a tutti, anche le persone dotate di un telefono cellulare vecchio stile.

Sei considerata (a ragione) una delle maggiori esperte in fatto di training. I tuoi libri sono letti dai professionisti e sono considerati una sorgente di ispirazione per molti. Cos’altro ti aspetti (e dobbiamo aspettarci) ancora?
Tenere i libri di teconologia aggiornati è importante, quindi ho bisogno di tenere sempre sotto mano i testi che riguardano PowerPoint e Social Media. Ho un paio di capitoli in lavorazione, e mi piace davvero tanto scrivere di formazione, piuttosto che di insegnamento, e di Social Learning in particolare. Scrivo anche mensilmente per il Learning Solutions Magazine, e sono editore capo dell’eLearn Magazine.


L’ottimo libro Social media for trainers, di Jane Bozarth
. (clic per vederlo su Amazon)

 

Parliamo di e-learning

Se dovessi pensare ad un unico suggerimento pratico, tra tutti quelli che hai esposto nei tuoi libri, quale consiglieresti?
Partecipare.

Sei l’autrice di Social Media for trainers, dove parli di come “i social media possono ampliare la portata e aumentare l’impatto della formazione..” – In che modo i Social Network influenzeranno l’elearning, nei prossimi cinque anni?
Il cambiamento verrà – finalmente – poichè saranno gli studenti stessi a guidare il cambiamento. Abbiamo già visto una considerebole Googlerizzazione dell’apprendimento, nel quale gli studenti identificano ciò di cui hanno bisogno e si danno da fare per trovare le soluzioni che ritengono più adatte. Adesso stiamo vedendo una sempre crescente consapevolezza riguardante il fatto che gli studenti imparano al meglio da loro stessi, e che condividere ciò che sappiamo porta beneficio a tutti.

Qual è il tuo consiglio principale per chi si approccia per la prima volta all’e-learning?
Spendere del tempo cercando di scoprire cosa non sis a. Vedere un sacco di esempi di corsi progettati da diversi distributori, e imparare a discernere perché un corso è più accattivante o noioso di un altro, o perché un tipo di interazione è efficace a differenza di un altro. Leggere eLearning and the Science of Instruction di Clark & Mayer e Complete Guide to Serious Games and Simulations di Aldrich.

L’e-learning in Italia è lontano dai numeri prodotti dagli Stati Uniti. Le aziende sono spesso riluttanti nell’investire capitali in una nuova forma di apprendimento e non ci sono molte opportunità per i professionisti. Quali sono i tuoi consigli per dei giovani che vogliono iniziare questa attività con una propria azienda o come lavoratori dipendenti?
Cercate chi vi accetta e le potenziali vittorie. Non cercate di fare qualcosa a livello di azienda per iniziare. Cercate i punti deboli: per molte aziende la continua distribuzione di informazioni per i nuovi assunti  o la conoscenza delle norme da rispettare sono molto attività costose, e rappresentano delle aree in cui proporsi per agevolare la riduzione dei costi di formazione. Attenzione, però.. questa non deve essere una scusa per fare le cose peggio: sono campi che possono essere molto coinvolgenti e importanti.

Jane, grazie per la tua gentilezza, speriamo di risentirci presto!!

For non-italian users:
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