Stai facendo questi errori nella progettazione del tuo corso elearning?

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Errori nei corsi elearning

Molti corsi elearning sono realizzati per la compliance, e spesso il modo in cui sono erogati è un po’ rigido. Per esempio, molti corsi elearning di questo tipo richiedono un numero minimo di ore necessarie a certificare il raggiungimento degli obiettivi di formazione.

Questo aspetto è assurdo, perché un numero minimo di ore di un corso elearning seguito dall’utente, non garantiscono che lo stesso abbia effettivamente compreso l’oggetto della formazione. Purtroppo però, come content developer di corsi elearning non puoi farci nulla.

Oltre ai corsi sulla compliance, una gran parte della formazione prodotta è data dai training realizzati partendo da dei contenuti già disponibili in un altro formato digitale. I contenuti, molto spesso, vengono riadattati senza però aggiungere alla formazione nessuna idea originale.

Un esempio sono i corsi sulla policy: le informazioni esistono già online, da lì vengono copiate e incollate sulle slide, si elabora un template grafico grazioso, e per completare la formazione si aggiunge alla fine un quiz.

Un altro esempio potrebbe essere un corso elearning sui principi dell’ergonomia: si copiano e incollano le informazioni sull’argomento che sono già disponibili all’utente finale, si aggiungono immagini di oggetti ergonomici e, perché no, anche qualche animazione in stile fumetto dove, per esempio, Susan dice al collega Jack di quanto le fa male la cervicale, e successivamente far entrare nella slide Terri (l’esperto di ergonomia sul posto di lavoro) con un discorso che spiega la giusta posizione della schiena quando si è seduti alla scrivania. Il tutto in uno stile che ricorda i cartoni animati Disney.

È necessario quindi rivedere il modo di progettare corsi elearning da contenuti già esistenti.

Ecco alcune idee:

  • L’obiettivo è che l’utente utilizzi il contenuto erogato dal corso per prendere decisioni nella vita reale o svolgere delle attività in una certa maniera.
  • Non limitarti a copiare e incollare le informazioni già esistenti, cambiando solo il tipo di formato digitale, ma concentrati su come trovare, utilizzare e rielaborare il contenuto stesso.
  • Fornisci istruzioni su quali contenuti sono disponibili, dove possono essere trovati e perché esistono.
  • Per la valutazione delle competenze acquisite dall’utente, non limitarti al quiz finale con scelta multipla. Cerca invece di creare una serie di scenari decisionali dove è necessaria l’individuazione del contenuto corretto.

I vantaggi di questo tipo di approccio sono:

  • Se le informazioni dovessero cambiare, non sarà necessario aggiornare l’intero corso elearning perché la formazione non è incentrata su contenuti specifici, ma su dove essi esistono.
  • Insegnare alle persone a essere intraprendenti e a capire cosa è disponibile e cosa è necessario per aiutarle a svolgere il proprio lavoro.
  • Inoltre, non è necessario approfondire ogni singola informazione (che solitamente è una sfida da affrontare quando si lavora con gli esperti in materia), poiché esse sono già disponibili gratuitamente online, sul sito di origine delle stesse.

Quanti dei tuoi corsi elearning esistono già come contenuti digitali su altre piattaforme? Come affronti questi tipi di richieste di “formazione”?

 

Traduzione autorizzata tratta dal post originale di Tom Kuhlmann su “Rapid E-Learning Blog”.
Il post originale è disponibile qui.

 

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